Never give up

engEarly last November, my experience in SANROCCODODICI Architecture firm was about to come to an end. I had to leave the job, pack up my stuff and make preparations to return home. The economic crisis had swept the country and hit many architecture firms so hard we almost had to ration zerox paper. For a graduate student making her first steps into the professional world, wages vary from 70 to 400 € a month. That’s what you’re entitled to, working five days a week, from 08:00AM to 07:00PM: by now, this has become the standard in Italy. For those that want to try their luck after graduation and look for better professional chances away from home, things are considerably harder: finding a job that allows you to pay for decent dwelling space and food is no easy task (gluttons, ye be warned). You need to have a family financially supporting your dreams: your will alone won’t help them become reality, I assure you. A good resume alone won’t do: you need money and a bit of luck.
I’ve had my share of barely paid for projects, projects that I’ve worked on and developed out of pure personal satisfaction. But satisfaction alone, I could not consider a valid form of payment any longer: I had to look for something else. Last November, fresh out of o a job and still living in Milan after two and a half years, I stumbled upon a competition launched by Regione Lombardia for the MIP2 program.
I had been sending hundreds of resumes around for months, both in Milan and Naples but, so far, all my attempts had been fruitless.
The deadline for the MIP2 competition was literally 24 hours away and I had to somehow gather and arrange in a proper way suitable material to participate (my laptop and hard drive had been stolen earlier that year and most of the files I desperately needed were lost). Luckily, having kept in touch throughout the years with my thesis supervisor, I could quickly recover most of the original drawings and created a short, effective presentation: I was confident that, with proper counseling and founding, I could turn it into a marketable and succesful product! By then, my brain was racing and I immediately set out to propose yet another concept, based on my interest in exhibition design. I barely managed to send it through, just one hour before the deadline.
Now I am in Barcelona, I have to turn my project into a working prototype in less than three months, I’ll have to face daily challenges, but I’m confident that all my efforts will be rewarded.

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Erano i primi di novembre. Ormai l’esperianza allo Studio SANROCCODODICI stava volgendo al termine, dovevo licenziarmi e tornare a casa. La crisi a quanto pare ha colto i settori più impensabili e le persone sembrano dover risparmiare anche sulla carta da stampare per i progetti (e non per la coscienziosa scelta del riciclo). Lo stipendio per una neolaureata che entra a far parte di uno studio come assistente varia dai 70 ai 400 euro con tipologie di contratto “a progetto” o semplici rimborsi spesa, nonostante il lavoro si svolga 5 giorni a settimana dalle 8:00 alle 19:00. Nulla di nuovo nel panorama italiano a quanto pare. Per chi, dopo anni di studio, vuole fare un passo di qualità e trovare fortuna, con relativa esperienza, in una città diversa da quella natale, è dura, sopratutto se ci si aspettano lavori che ti diano la possibilità di avere un minimo di alloggio decente e cibo sufficiente (golosi insomma, non fa per voi). Bisogna avere una famiglia alle spalle che sostiene i tuoi sogni, perchè quelli, senza soldi, non diventano realtà. Non basta studiare, avere un lungo curriculum di formazione, ma possibilità economiche, seppur minime, e fortuna. A questo si aggiungano anni di esperianza senza contratti, o con pagamenti irrisori e la tenacia di arrivare a svolgere un lavoro che, anche nell’utopia, pone la sveglia col sorriso. Novembre dello scorso anno quindi, ancora domiciliata a Milano dopo due anni e mezzo, ho scoperto un nuovo concorso e subito spedito la mia candidatura per il progetto MIP2 promosso dalla Regione Lombardia. Erano mesi che mandavo centinaia di curriculum sia a Milano che a Napoli, tentando anche piccoli concorsi di idee. Mancavano 24 ore alla chiusura del bando e dovevo metter su un progetto convincente, a settembre ero anche stata oggetto di furto in stazione (pc e hard disk con backup), quindi disegni, idee, progetti ormai persi. Per fortuna essere rimasta in contatto con il mio professore di tesi mi ha aiutata a ritrovare i file per riprendere in mano quell’idea e spedirla come possibile progetto di design da sviluppare. Non contenta ho creato una bozza di concept e possibilità di sviluppo per un altro progetto nel campo di allestimento ed esposizioni ed inviata anche questa ad un’ ora dallo scadere della presentazione. Ad oggi sono a Barcellona con il mio prodotto da sviluppare in tre mesi, difficoltà da risolvere ogni giorno, ma davvero tanto speranzosa che tutto ciò porti a dei riscontri positvi.

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