Game & Design: dall’idea al prototipo

eng

FROM CONCEPT TO PROTOTYPE

As I was telling you in my previous post, during the initial stages of my thesis work I dedicated myself full-time to research and brainstorming. This is a process that -in our profession- actually never ends. We keep working on our projects well after they have been delivered to our clients, because no project is ever really finished: there always is room for improvement.

Immagine1Three years ago, complying with the impending deadline for submitting my thesis work, I agreed with my thesis counselor that the project I had been working on had reached a satisfing level of completion.
However, after graduation, I often pondered whether all that work could be once again put to good use, further developed and turned into a marketable product…

An opportunity presented itself when i learned about the MIP2 project sponsored by Regione Lombardia, thanks to which I was sent to Barcelona to work on my prototype and improve all the aspects that I had to overlook for lack of time during thesis development.

The process was to be somewhat easier this time, as I already had a prototype to OMBRE_IN_COSTRUZIONE_SK_01work on -the one built for my thesis presentation, that is. I wanted to keep with the original appearance of the kit, so I set out to look for a machine shop that could assist me in the creation of construction blocks with the proper hole-and-stud construction. I quickly ditched this option, as machining blocks the way I wanted them would have proven time-consuming and expensive, so I considered alternative methods of assembly: from studs, to hook-and-loop and, finally, magnets. Hook-and-loop was too thick to provide for a clean assembly, while magnets were too cumbersome to be effectively integrated within the blocks. Luckily, while looking for a solution, I stumbled upon magnetic sheets, which were perfect for the purpose: I ultimately bought a sheet of that material, along with some other stuff, at Servei Estaciò, a well stocked (although quite expensive, as I soon were to find out) hardware store in Barcelona.

prototipo zeroThe original prototype box had been built to accomodate standard A3 sheets (on which I printed the elevations serving as guidelines for constructions) and large enough to contain exactly all the blocks that made up the kit. The box was to serve as both a container and a construction base, so grooves had to be machined in the side walls, allowing the top panel to be slid out, flipped upside-down to reveal the studded base surface, and repositioned.

Davide Menini from ARE, my project tutor, saw the prototype I built three years ago and suggested I build my new prototype using a standard wine crate: they are relatively inexpensive, they have dimensions similar to the box I had first built and are already fitted with a sliding panel. Instead of machining the grooves in the side panels, I added extra wooden panels on the side to achieve the same result. With a few simple modifications, I had an almost perfect box and saved precious time that would have otherwise been invested in building the box from scratch.ombre in costruzioni prototipo 2

The second major change in the original design occurred when I applied magnetic paint on the side of the blocks, which darkened considerably the appearance of the overall kit. I therefore decided to compensate for this new look by adding color to my blocks (color, as I pointed out in my last post, has a great importance in the cognitive process of a child)

Olga from DracDecor, interior designer and decorator, gave me access to her shop and assisted me in the creation of the kit.

The last improvements came to me a sudden flashes of inspiration: I decided to color-code the matrices (the sheets with elevations printed on) in order to sort them by level of difficulty, I eliminated the booklet with reproductions of plans replacing them with cutout full-scale versions, to be placed on the base of the kit (which allowed for the magnetic pieces to still be secured on the base) and, finally, I created the two side panels out of iron sheets.

ombre in costruzioni prototipo1The addition of these last components -which will be painted white and completed with a grid matching the standard module of the blocks, completely transforms the game: you are no longer limited to the shapes that are provided to you in the basic kit, but you are now free to create your own by using special magnetic components. Also, you can choose whether to use blocks to build what the elevations represent OR to build whatever you like with blocks and represent the respective elevations on the two side panels.

This last improvement was probably the most crucial one, as it lets the game reach a higher level of quality and complexity, turning my construction set in a comprehensive, all-round educational toy.


Well then, these are a few pictures of the -almost- completed mark II prototype (I just thought about a few modifications and improvements which I’ll soon put to good use to further enhance my kit).
ombre in costruzioni prototipo3

it


Come vi raccontavo nell’articolo precedente, lo studio e le riflessioni iniziali durante lo svolgimento della tesi, sono state molte, sia in termini di ricerca che in termini di idee.
Questo è un processo che non arriva mai del tutto a conclusione. Designer e architetti lavorano continuamente sui propri progetti anche quando questi sono già realizzati. Nessun progetto è mai concluso davvero perchè esiste un margine di miglioramento per ogni cosa.

Immagine1Tre anni fa, insieme al professore relatore di tesi, ero giunta ad una conclusione (dettata dalla scadenza della data di laurea): il progetto era risultato già maturo all’epoca.
Ogni tanto ho ripensato alla mia tesi non sapendo mai se mi avrebbe portata da qualche parte, se fosse o meno il caso di riprendere le ricerche e portarla ad un livello superiore…

E infine e arrivata l’opportunità: la candidatura per il progetto della Regione Lombardia, MIP2, che mi ha spedita a Barcellona con la prospettiva che quel prodotto acquisisse un livello e una qualità maggiore.

Il processo questa volta è stato più immediato avendo già un primo prototipo da studiare creato per la laurea.
OMBRE_IN_COSTRUZIONE_SK_01 Volendo conservare l’aspetto del kit originale in legno, dovevo trovare un laboratorio che mettesse a disposizione macchinari in grado di creare dei fori precisi per gli incastri “alla Lego”.
 Il lavoro sarebbe stato lungo e dispendioso.
Quindi, eliminati i bottoni per impossibilità di realizzazione, e tenendo fede al materiale e all’idea delle “fondazioni”, il passaggio mentale è stato incastro – velcro – magnet
e.
Il velcro risultava troppo spesso, il magnete troppo pesante… ma per fortuna sono venuta a conoscenza di pitture e fogli magnetici che avrebbero fatto al caso mio e perfino disponibili al Servei Estaciò, il negozio nel quale mi sono rifornita di tutti i materiali qui a Barcellona (nonostante i prezzi proibitivi).

prototipo zeroLa scatola del prototipo originale era stata dimensionata per accogliere fogli di formato standard A3 (sui quali vengono stampate le ombre-prospetti) e dall’altezza dei blocchetti di legno (che riempivano tutto il volume interno). La scatola, oltretutto, doveva fungere non solo da contenitore ma anche da base, creando le feritoie laterali per i fogli e utilizzando il coperchio da un lato come effettiva chiusura e dall’altro come base per le spine degli incastri.
Davide Menini di ARE, tutor del progetto, vedendo la scatola realizzata 3 anni fa, mi ha consigliato di utilizzare invece le scatole per i vini che hanno simili dimensioni, sono facili da reperire, e hanno lo stesso sistema a scorrimento del coperchio. A questa è bastata poi aggiungere delle lastre di legno sui due fianchi lateriali, per creare le feritoie e avere infine la base perfetta su cui lavorare, diminuendo così le ore di lavoro destinate all’assemblaggio da 0 della stessa. Tuttavia questa operazione ha richiesto alcune modifiche del progetto originale per adattarlo ai vincoli dimensionali della nuova scatola.

Il secondo grande cambiamento è stato determinato ombre in costruzioni prototipo 2dal progressivo “incupimento” dei blocchetti di legno, dovuto all’applicazione della vernice magnetica nera. Per compensare ho introdotto l’elemento del colore che, secondo una teoria ormai nota (e di cui vi ho parlato nello scorso articolo), risulta essere molto importante per stimolare la mente di un bambino, sopratutto nei primi anni di apprendimento.
Olga di DracDecor, designer di interni, ha messo a disposizione il proprio laboratorio e mi ha assistito sopratutto nella colorazione dei 200 pezzi di legno.

A casa -guardando il soffitto prima di prendere sonno, come spesso accade- sono arrivate le ultime idee: stabilire dei colori per suddividere le matrici secondo il grado di difficoltà; eliminare il libretto in scala ridotta delle piante sostituendolo con appositi fogli, riportanti la sagoma ritagliata delle piante, da posizionare sul piano magnetico, consentendo comunque al magnetismo di funzionare (idea scaturita dall’estrazione della SIM card ombre in costruzioni prototipo1dal proprio supporto: da intuizioni semplici, derivano da oggetti semplici); e infine ho affiancato alle matrici cartacee una matrice metallica.
 La lastra di metallo, opportunamente imbiancata e quadrettata, affiancata da tessere magnetiche dimensionate secondo il modulo base, trasforma definitivamente il gioco. Non solo si ha l’opportunità di inventare forme sempre nuove per i prospetti-ombra, moltiplicando a dismisura le possibilità compositive dei blocchetti secondo il processo mentale dal 2D al 3D, ora il gioco si inverte. Il bambino potrà dapprima cimentarsi nel creare la propria “architettura” con i blocchetti, e successivamente riprodurne il prospetto-ombra servendosi delle tessere magnetiche.

Quest’ultima è stata un’aggiunta molto importante perchè ha portato il gioco
effettivamente al livello successivo. Permettendo al bambino di cimentarsi anche nel processo inverso gli si offrono ulteriori strumenti per la comprensione dello spazio e delle sue forme di rappresentazione.

Dunque, vi presento il mio nuovo kit finale al quale, non nascondo, apporterò altre modifiche che sono venute in mente proprio nel mentre di questo articolo.

ombre in costruzioni prototipo3

Se siete curiosi di vedere anche l’effettiva realizzazione, nei prossimi post ci saranno i video di tutto l’excursus.

All rights reserved Gabriella Orefice 2015

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