Game & Design: la costruzione del prototipo

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Game & Design: prototyping

As you’re reading posts and watching videos from the previous weeks (not exactly ‘live’, that is) I’ve been updating the design of my construction toy, studying a Business Model and testing the prototype in schools, taking note of what works, what needs to be worked on and, ultimately, improving the design of my product.

But let’s back up a bit. The ‘mark’ II prototype differs from the one presented along with my thesis research under many aspects: the main concept remains virtually unchanged, while all the other details are being continuously worked on, as I adapt them to solve issues encountered throughout construction and testing.

After replacing the studded baseplate with the magnetic version and coloring the original blocks, I realized that something had to be done about the lettering on the lid: the previous version of the title simply read ‘Ombre in costruzione’, written with a blocky three-dimensional typeface (I guess I couldn’t be bothered to think about something more appropriate). However, as I pondered on the new look of the blocks, I decided to ‘use’ them to recreate the lettering for my mkII set: on a black background, etched with a grid mimicking the standard module of the magnetic plate, I arranged the necessay components which would make up the title (I resorted to a simple 3d modeling software to help me with the task).

After a few tests, I came up with a satisfying balance of colors, shadows, shapes and concept, creating a box that could almost pass for the final, marketable version of the kit (it also pays somewhat of a hommage to 80’s pixel art, which I’m very fond of).

-click for larger version-
strudio della grafica del titolo

Had i had the chance to gain access to a 3d printer or a milling machine, I’d have created a relief version of the lid but, given my limitations in tooling and budget, I opted for decoupage (Olga from Drac Decor, who works everyday with this sort of stuff, assisted me in the right choice of products for an optimal result).

After spending well over €200,00 in wood, paint, tools and prints, we set off to build the prototype, following these steps as we went:
– paint 2 of the 6 sides of each block with colored varnish
-paint the box and fit the wooden side panels to it, creating slots for the sheets to be slid in
-cover the painted sides of each block and coat the rest with magnetic paint
-touch up the colored faces accidentally smeared with magnetic paint (dry magnetic paint behaves like chalk, or pencil, and leaves black streaks on colored paint
-treat the finished blocks with protective varnish to ensure each piece is wear-resistant (at least, to a certain degree)
-cut the iron sheets, paint them white, etch the coat of paint with a grid motif replicating the base module of the kit (this is to provide users with guidelines for the placement of the magnetic bits for the creation of custom shadows)
-cut out magnetic squares and rectangles from the magnetic sheet and prepare the three-sheet set (front view, side view and top view) for each of the shapes designed for the kit, using colored tape to divide them by the level of challenge presented

In the next post, I’ll talk more in detail about Business Planning (or, rather, about Model Canvas (I haven’t founded a company yet, so it’s a bit early to consider large incomes and expenses), focusing on costs and production time, which -given the techniques used so far for the creation of my first two prototypes- are still too high. 3d printers and milling machines would have probably helped cut down production time, but the cost estimates the Fablabs I have reached out to gave me would have resulted in a sharp increase in cost.

it


Mentre voi leggete notizie e guardate i video delle settimane passate (quindi non proprio in tempo reale) io nel frattempo continuo a modificare i disegni del prototipo, studiandomi un Business Model e rendondomi conto delle problematiche testando il gioco con i bambini, prendendo nota dei difetti e cercandone le soluzioni.

Ma andiamo con ordine. Il prototipo attuale si differenzia da quello della tesi sotto molti aspetti: il concept rimane invariato, ma tutto il resto cambia continuamente a seconda dei problemi che inevitabilmente emergono in fase di costruzione e di testing.

La sostituzione della base ad incastro con la versione magnetica e l’introduzione del colore, mi hanno convinta a ripensare alla grafica della scatola e del titolo. Precedentemente esso riproduceva solo il nome “Ombre in Costruzione” con un’ombra sottostante il font (insomma, poca immaginazione e creatività, c’avevo poca voglia evidentemente). Osservando il nuovo aspetto dei blocchi, mi è quindi venuta l’idea di utilizzarli per ricreare il nome del gioco: su una base nera quadrettata, un espediente grafico che richiama la base magnetica del gioco, ho iniziato a comporre gli elementi che costituiscono le lettere della scritta (ho usato un semplice programma di modellazione 3d per aiutarmi in questa fase).
Dopo svariate prove sono giunta finalmente al match perfetto -secondo mio gusto- tra colori, ombre, forme e concept, il tutto confluito nella versione definitiva della scatola così come verrebbe teoricamente lanciata sul mercato (omaggiando involotariamente la pixel art anni ’80 a me cara).

-cliccare l’immagine per zoom-strudio della grafica del titolo

Avessi avuto possibilità di stampare in 3D o utilizzare una fresatrice, avrei creato una grafica a rilievo, ma -date le mie limitate possibilità- ho optato per il decoupage (Olga di Drac Decor, esperta in materia, mi ha dato le indicazioni necessarie per ottenere un risultato ottimale).

Con oltre 200 Euro di spesa tra legno, colori, utensili e stampe abbiamo quindi realizzato il prototipo in legno secondo queste fasi:
-colorare 2 facce su 6 di ciascuno dei 200 e passa blocchetti di legno,
-colorare la scatola e inchiodare i pannelli aggiuntivi di legno, ottenendo così le feritoie per l’inserimento dei fogli,
-ricoprire con scotch carta le facce colorate dei blocchetti per poi vernicare le rimanenti con la tempera magnetica,
-ricolorare le facce (la vernice nera magnetica, simile ad una matita o un gesso, a contatto con superfici non trattate lascia inevitabimente delle righe),
-trattare quindi tutte le superfici di legno con lo smalto protettivo,
-tagliare le lastre metalliche, verniciarle di bianco riportando la quadrettatura sulla superficie dipinta ed utilizzare quest’ultima come guida per incidere col cutter le lastre,
-ritagliare infine i magneti, le piante e le cornici in eccedenza dei  “prospetti-ombra” creando dei fogli unici piegabili.

Nel prossimo articolo parleremo nello specifico del Business Plan, o meglio, del Model Canvas (non essendo ancora un’azienda non si possono prospettare spese e introiti a larga scala), approfondendo le tematiche di costi e tempi di produzione, ancora elevati data la natura artigianale delle lavorazioni sin qui effettuate. Stampanti 3D e fresatrici avrebbero aiutato, ma avendo chiesto dei preventivi ai FabLab italiani, i costi andavano nettamente a salire.

All rights reserved Gabriella Orefice 2015

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